Venerdì 19 settembre la Scuola secondaria di I grado dell’Istituto Canossa di Lodi ha organizzato una giornata di convivenza di inizio anno alla Certosa di Pavia. Sono arrivati in pullman verso le 9.30 alla Certosa, in una mattina meravigliosa, attraverso la campagna, a quell’ora ancora cosparsa di una leggera nebbiolina che lasciava intravvedere campi e paesi come dietro a un velo. I ragazzi, accompagnati da preside, vicepreside e altri insegnanti, sono scesi ordinatamente dai pullman e, una classe alla volta, sono entrati nel cortile della Certosa attraverso il vestibolo.
Mentre le classi dei più grandi hanno seguito i monaci nella visita ufficiale della Certosa, la prima media, guidata dalla maestra Sabrina, ha partecipato ad un’edizione speciale del percorso “Tutti pellegrini!”.
All’entrata nel cortile è stato bello vedere i volti stupiti dei ragazzi e sentire gli “oh!” di ammirazione alla vista della facciata della Certosa contornata dal cielo ora tutto azzurro! Seduti di fronte alla facciata, hanno ascoltato la storia dei pellegrini medioevali che si recavano a Roma per il giubileo, come anche molti di loro hanno già fatto quest’anno, e – alcuni per la prima volta – hanno sentito parlare del Velo della Veronica. Il tema della giornata sarà cercare le immagini col Volto di Gesù all’interno della Certosa.
Sabrina ha aperto un vecchio forziere e ha distribuito ai pellegrini della Canossa mantelle col cappuccio e binocoli per vedere le immagini nei punti più lontani. I pellegrini sono pronti, inizia il cammino!
Si torna nel vestibolo all’ingresso del cortile, dove i ragazzi scoprono la prima immagine del Velo. Il vicepreside, professor Enrico, fa notare che, come i pellegrini che andavano a Roma erano tutti pieni del desiderio di vedere il Volto del Signore sul velo della Veronica, anche lo scopo di questa giornata di inizio anno è di essere tesi a cercare Lui.
I pellegrini raggiungono la facciata e osservano come tutta la fascia inferiore sia ornata dagli stemmi e dalle “imprese” delle famiglie e dei personaggi che hanno voluto e contribuito alla costruzione della Certosa: ogni immagine vuole ricordare la caratteristica peculiare della famiglia o della persona cui si riferisce, come per lasciare una firma. Al ritorno a scuola, guidati dal professore di arte, i ragazzi disegneranno il proprio stemma o la propria impresa, raccontando qualcosa di sé.
A questo punto il gruppo entra finalmente nella Certosa e, dopo aver “salutato” il monaco dipinto che li osserva dall’alto (un po’ “sospettoso” dicono alcuni…), i ragazzi iniziano coi binocoli a identificare e osservare le veroniche all’interno della chiesa. C’è sempre un momento di esultanza quando ne trovano una, è come trovare un amico di cui sai la fisionomia e che ti sta aspettando, lo cerchi nella “folla” delle immagini e a un certo punto si mostra e ti riempie di gioia! Terminato il giro della parte principale della Certosa normalmente aperta al pubblico, ci fermiamo per recitare l’Angelus guidati dagli insegnanti, e aspettiamo il momento in cui verremo introdotti nella clausura. Dietro i cancelli che separano le due parti della Chiesa, scopriamo ancora due veroniche; quindi, usciamo nel primo chiostro dove gli ormai esperti cercatori trovano velocemente le ultime due immagini, una piccola ma che non sfugge ai loro attenti sguardi!
Le sorprese non sono finite! Dopo aver aspettato il nostro turno in un grande gruppo di visitatori, attraverso un piccolo passaggio, sbuchiamo nel chiostro grande, uno spettacolo inatteso e sorprendente: lungo tutto il perimetro, sbucano i tetti delle 24 casette in ognuna delle quali viveva un monaco. Possiamo entrare a visitarne una: di fianco alla porta c’è una finestrella attraverso la quale veniva consegnato il cibo; all’interno una bella stanza col camino e un tavolo per studiare, da cui si usciva su un giardino interno personale che riproduceva in piccolo il chiostro e al piano di sopra la camera per dormire. Ogni giorno il monaco era intento a studiare e stare in compagnia del Signore; tutta la loro vita, nello studio e nella preghiera, era tesa a conoscere sempre di più il Suo Volto: in alcuni momenti della giornata, si incontravano coi fratelli per pregare o nel chiostro per momenti di ricreazione.
La visita è terminata ma prima di salutarsi, a ogni pellegrino viene consegnata una spilletta con l’immagine della Veronica, come i badge che i pellegrini medioevali appuntavano sul cappello o sul mantello come segno dell’avvenuta visita a Roma. Chi tornava dal lungo viaggio a Roma, pieno della felicità di aver visto la Veronica, non poteva fare a meno di raccontarlo a tutti, molti hanno riprodotto il Velo col volto di Gesù nelle bellissime immagini che sono sparse in tutta Europa: anche i pellegrini della Canossa non saranno da meno e il prossimo 25 ottobre racconteranno la storia dei giubilei e della Veronica in una presentazione presso la loro scuola a Lodi, che si concluderà con la visita all’affresco con la Veronica nella Cattedrale di Santa Maria Assunta.
Vi aspettiamo!









