l’antica Via del Ferro

il luogo
L’Oratorio di San Giovanni Battista appare isolato su di una dolce sella lungo l’antica via che collegava Cusio con Ornica. La semplice chiesetta, documentata fin dal Medioevo, una volta varcata la soglia stupisce per la ricchezza degli affreschi del presbiterio e comunica un senso di gioiosa letizia. Gli affreschi sono opera di Cristoforo Baschenis, detto il Giovane, e risalgono al 1583. Nell’arco trionfale è rappresentata l’Annunciazione e un volo di angioletti, mentre nel presbiterio scene della vita di San Giovanni, e i santi Francesco, Antonio, Maria Maddalena e Margherita. Nelle lunette gli Strumenti della Passione sostenuti da angioletti. Lungo la navata si può ammirare l’affresco di una bella Madonna con il nome dell’offerente e l’anno 1581.

Il velo della veronica – 1583
Nel contesto della mostra diffusa VeLo, la Veronica e la Lombardia, il piccolo angelo che ostende il velo della Veronica rappresenta il motivo iconografico della reliquia sorretta dagli angeli. Diffuso in Europa e in altre regioni italiane sin dal Trecento, questo tema compare in Lombardia solo nel Cinquecento. Gli angeli, soggetto caro alla Riforma Cattolica che ne riempì i cieli delle chiese, e la devozione per la Passione sono all’origine della rappresentazione degli angeli che reggono le armi di Cristo di cui abbiano più esempi nella provincia di Bergamo e in Milano.
Cristoforo Baschenis, con la consueta tavolozza di colori brillanti, dipinge gli angeli con l’Arma Christi nelle otto lunette, mentre verso la navata raffigura Dio Padre benedicente. Nelle lunette dietro l’altare, le più visibili ai fedeli, gli angeli sostengono il velo della Veronica e la croce. Il volto di Cristo, impresso sul velo, è coronato di spine ma non mostra segni di sofferenza. Ha i capelli corti e i tratti del viso non riprendono quelli del Cristo raffigurato nelle storie di san Giovanni Battista nel registro inferiore. Lo sguardo sereno dell’angelo, che cerca quello del fedele, più che richiamarlo alla meditazione della Passione sembra invitarlo a partecipare alla scena sottostante: la nascita di san Giovanni con il bagnetto del neonato. Qui, secondo la tradizione contadina, le donne offrono uova alla puerpera, in un simbolico augurio di fertilità e abbondanza.

il cammino – L’Anello del Pizzo di Cusio.
L’anello percorre un giro di circa 7 km (tempo previsto ore 2/2:30 circa) attorno al Monte Pizzo di Cusio, alto 1465 metri. Uscendo dall’Oratorio di San Giovanni, si procede verso destra, in direzione dei tavoli e delle panche. Si sale nel bosco fino a un piccolo capanno, mantenendo la destra e costeggiando il Pizzo da est, con il paese di Cusio visibile sulla destra. Dopo una breve salita, il sentiero si stabilizza in un tratto quasi pianeggiante. Sempre attraverso il bosco, si raggiunge il Colle della Maddalena, punto di passaggio del tracciato alto della Via del Ferro, che collegava l’alta Val Brembana alla Valtellina. Da lì, si scende nel bosco verso Ornica, attraversando un piccolo torrente fino a raggiungere la parte alta del paese situato a ovest del Pizzo. Una bella mulattiera attraversa la zona delle Baite Taine, da cui si prende un sentiero che risale, offrendo ampi panorami tra prati incolti, piccole colate detritiche e bosco. Giunti alla località Pianü, un lungo e pianeggiante traversone sul versante sud del Pizzo di Cusio riporta fino alla sella dell’Oratorio di San Giovanni.
(E’ preferibile evitare il periodo della caccia in quanto il percorso passa in corrispondenza di vari appostamenti).
Link wikiloc del percorso

Per giovanissimi cercatori – le armi della salvezza
Nella chiesetta di Cusio, il velo della Veronica, sostenuto da un angioletto, è parte dell’Arma Christi, una parola latina che significa le armi di Cristo, cioè le armi con cui il Signore ci ha salvati. Nel medioevo erano di moda i cavalieri che facevano tornei e proteggevano i deboli, così a tutti piaceva pensare a Gesù come a un cavaliere buono. Le armi di Cristo però sono la croce, i chiodi, la lancia: gli strumenti che i romani e i giudei hanno usato contro di lui.
Nella buffa immagine qui accanto un cavaliere è tutto coperto dalle armi di Cristo: sopra l’elmo ha la tunica senza cuciture che i soldati giocarono ai dadi e la corona di spine. Sopra ancora c’è il flagello, la frusta di saggina e la croce con i tre chiodi. Sullo scudo ha dipinto la veronica.
ORA TOCCA A TE
Gli otto angeli di Cusio mostrano 12 armi di Cristo, ma in questo elenco ce ne sono 13, sai dire quale l’artista non ha rappresentato?
1 Frusta di saggina, 2 flagello, 3 colonna, 4 corda, 5 corona di spine, 6 veronica, 7 croce, 8 tre chiodi, 9 dadi, 10 canna, 11 lancia, 12 spugna, 13 scala.






veroniche nei dintorni
Piazzatorre (Bg), Chiesa San Giacomo Maggiore. La chiesa di San Giacomo di Piazzatorre decentrata rispetto al paese “affinché tutti i pastori dalle loro baite la potessero vedere” conserva un pregevole polittico cinquecentesco opera di Agostino Facheris. Nel registro centrale, a sinistra, San Rocco in abito da pellegrino porta sul mantello le insegne dei pellegrinaggi a Compostela e Roma, la conchiglia e la veronica.
Casnigo (Bg), Santuario della SS. Trinità. Il Santuario della Trinità di Casnigo si trova alle pendici del monte Farno, in corrispondenza di un’antica torre medievale. È famoso per il grande affresco del Giudizio Universale opera di Cristoforo Baschenis, ma la volta del presbiterio è stata affrescata da suo nipote che è lo stesso Cristoforo Baschenis che ha dipinto l’oratorio di Cusio. Anche qui troviamo la veronica tra gli strumenti dell’Arma Christi.
Bellagio (Co), Chiesa di san Giovanni Battista. Nella navata la pala d’altare attribuita alla scuola di Gaudenzio Ferrari con il Cristo Risorto fra santi e donatori. Attorno al Cristo gli angeli con gli strumenti della Passione.

info
Oratorio di San Giovanni Battista, 24010 Cusio (Bg)
Aperture programmate: 11 e 25 maggio, 14 giugno, dalle 14 alle 18.
Sabato 21 giugno, domenica 3 agosto dalle 15:30 alle 18.
Per informazioni e altre date tel. 3481842781, info@altobrembo.it www.leterredeibaschenis.it
L’oratorio viene aperto in occasione delle visite organizzate dall’associazione Altobrembo – Le Terre dei Baschenis.
Galleria






