la divisa del pellegrino

il luogo
La piccola chiesa, quasi un oratorio, fu eretta nel 1470, forse su un precedente luogo di culto, durante un’epidemia di peste, come ricordano i santi titolari, san Defendente e san Rocco, entrambi protettori contro le pestilenze. L’interno è costituito da un’unica navata, con un arco in pietra che sorregge la trabeazione del soffitto. Il presbiterio, coperto da una volta a spicchi, presenta al centro una chiave di volta in pietra con l’Agnello. Gli affreschi dell’aula ripetono le figure dei due santi patroni, della Madonna con il Bambino e di altri santi popolari della tradizione lombarda. I più antichi risalgono all’ultimo ventennio del Quattrocento. Un secondo ciclo di affreschi votivi, databile tra il 1512 e il 1529, fu realizzato in un periodo travagliato, segnato dall’occupazione delle valli bergamasche da parte di francesi, spagnoli, tedeschi e svizzeri, con il loro seguito di saccheggi, epidemie e carestie.
Durante la peste del 1630, il santuario divenne dimora di due Padri riformati giunti a Clusone per assistere i malati. Nell’Ottocento fu requisito dallo Stato e adibito a magazzino, per poi essere riscattato dai clusonesi il 2 gennaio 1895, giorno dedicato a san Defendente.

la veronica – 1512
Sono due le raffigurazioni di san Rocco che conservano sul mantello l’insegna della Veronica. Ci soffermiamo sulla prima della navata sud, datata 1512, a fianco della Madonna del Latte, una delle più complesse e raffinate tra quelle dedicate al santo pellegrino nella chiesa. San Rocco appare in dialogo con il fedele cagnolino, che reca in bocca un pane: un gesto che simboleggia l’accoglienza della Provvidenza che gli manda il cibo. Seguendo la moda cinquecentesca, il santo non è inserito in una cornice architettonica, ma immerso in un paesaggio aperto, con una capanna e un ruscello delimitato da un bosco, in cui si stagliano uccelli tra le fronde. Gli elementi naturali evocano il periodo successivo al soggiorno romano, quando, colpito dalla peste, san Rocco si rifugiò nei boschi del Piacentino, lungo il fiume Trebbia.
Anche la sua rappresentazione è ricca di dettagli: l’ampio mantello, il bastone a due pomi con il gancio e il fazzoletto, la scarsella, il cappello a larghe tese abbassato sulle spalle, il rosario appeso alla cintura. Completano la divisa i simboli del pellegrinaggio alla tomba degli apostoli Pietro e Paolo: le chiavi incrociate, il legno della Vera Croce e, in posizione preminente, il velo della Veronica, parzialmente coperto dal cordino del cappello, con il volto di Cristo scuro ma finemente dettagliato.

il cammino
Dalla chiesetta dei Santi Defendente e Rocco una breve passeggiata raggiunge l’Oratorio dei Disciplini. La sede della confraternita dei Disciplini conserva all’esterno il Trionfo della Morte e la Danza Macabra e all’interno affreschi con scene della vita di Gesù. Scendendo per il paese, si raggiunge l’imbocco del sentiero (a destra della Conad di viale Gusmini) per la salita alla chiesetta della Santissima Trinità sul colle Crosio. La breve salita è accompagnata dalle cappelle dei misteri Dolorosi del Rosario, mentre delle colonnine riportano i versi della Divina Commedia di Dante aiutando ad immedesimarsi nell’esperienza del pellegrino medievale. Giunti alla chiesa, che risale al 1590, si gode di una straordinaria vista panoramica. Non è possibile visitare la chiesa, ma si può ammirare l’interno grazie a due finestre sempre aperte. Per il ritorno si può percorrere il sentiero che costeggia la chiesa. Raggiunto un capanno da caccia, il sentiero si fa più ripido. Al successivo bivio, tenendo la destra, ci si ritrova al punto di partenza.
Percorso Wikiloc









veroniche nei dintorni
- Casnigo (Bg), Angelo con il velo, Santuario della SS. Trinità;
- Lovere (Bg), Velo della Veronica, Cappella di San Pietro;
- Esine (Bs), Cristo in pietà con i simboli della Passione, chiesa di Santa Maria Assunta.

Per giovanissimi cercatori
Il cane Rocchetto
Il nobile Gottardo, signore del castello di Sarmato, vide un giorno, era l’anno 1332, il suo cane prendere un panino dalla tavola e scappar via. La scena si ripete per più giorni finché Gottardo decide di seguirlo e così scopre che lo porta in una grotta a san Rocco malato a una gamba. San Rocco era stato contagiato mentre curava gli ammalati del paese. Gottardo commosso lo portò al castello per curarlo. E curandolo crebbe in lui il desiderio d’imitarlo, così rinunciò ai suo beni e diventò anche lui santo.
E il cagnolino? Quando San Rocco guarì lasciò il castello e andò con lui per il mondo. Così quando san Rocco divenuto santo venne raffigurato nelle chiese, gli artisti amavano dipingerlo vicino a lui con in bocca un panino rotondo e divenne Rocchetto. in Italia è raffigurato come un bastardino bianco, in Francia invece è uno Spaniel Bretone.
Cerca quanti Rocchetti sono dipinti nella chiesa. Due, tre, o cinque?

info
Chiesa dei SS, Defendente e Rocco, Via San Defendente, 2, 24023 Clusone (Bg)
Orari di apertura: tutti i giorni 8:00 – 18:00.
Galleria




