san bartolomeo de castelàz

la Veronica delle cime

il luogo

La chiesa di San Bartolomeo fu edificata nel basso Medioevo in un luogo che, per la sua strategica posizione, era frequentato sin dalla preistoria e venne in seguito fortificato. Gli scavi effettuati dopo il 2000 hanno permesso di inquadrare cronologicamente la vita dell’insediamento tra il IV e il IX secolo d.C., come attestano il ritrovamento di una moneta di Giuliano l’Apostata e di un tremisse aureo di re Cuniperto (688-700), insieme a fusarole, aghi e gioielli. Non un castello signorile, ma un avamposto della comunità bormiese, con funzione di controllo sulla valle, una delle vie di accesso alla conca di Bormio. San Bartolomeo, la prima pieve della Valdisotto, ad aula unica, conserva tre cicli di affreschi. Il più antico, datato al 1393, è sulla parete sinistra, con santi e una Madonna, opera dello stesso autore del sottarco della collegiata di Bormio. Un secolo dopo, l’edificio fu arricchito da un nuovo ciclo narrativo, composto da vivaci scene dedicate all’infanzia e alla Passione di Cristo, oggi attribuito a Menico Anesi. Il terzo ciclo risale al 1587, quando, con l’ampliamento della chiesa, vennero sopraelevati i muri, aperte nuove finestre e realizzato un presbiterio più ampio. A decorarlo fu chiamato Cipriano Valorsa, il più noto pittore valtellinese del Cinquecento. L’imponente campanile sorge staccato dalla chiesa, in posizione sopraelevata, forse su una preesistente struttura difensiva.

Risparmiata dalla frana di Val Pola del 28 luglio 1987, la chiesa di San Bartolomeo è divenuta simbolo di rinascita per l’intera valle.

la veronica – 1587

Cipriano Valorsa organizza la decorazione della nuova abside in partiture architettoniche, sottolineate da cornici, che contribuiscono a creare un impianto unitario. Pur presentando 34 figure di santi legati in vari modi alla comunità, il tema centrale è Cristo e la Passione, in sintonia con la vocazione originaria della chiesa. Questa, infatti, con il pavimento leggermente in salita e l’abside non perfettamente in asse, richiama simbolicamente la salita al Calvario e il capo chinato di Gesù sulla croce. Al centro sulla parete di fondo, entro una finta ancona, la scena della Crocifissione in parte perduta. Sulla volta, delimitati dai costoloni, gli angeli con i simboli della Passione, nelle chiavi di volta il Volto Santo, l’agnello e il sole, simboli cristologici. Attorno alla Crocifissione convergono le figure degli evangelisti nelle lunette, degli apostoli nelle nicchie, dei dottori e dei santi nei tondi, tutti rappresentati con gli attributi della tradizione, in atto di serena e assorta meditazione.

Nel sottarco, cornici rotonde accolgono i busti delle sante più venerate del calendario. Santa Veronica è raffigurata con un semplice abito viola e quasi interamente nascosta dal sudario. Il volto di Cristo impresso sul velo, privo della corona di spine e senza segni di sofferenza, ha lo sguardo rivolto verso il basso. Lo stesso volto, ma coronato di spine e con gli occhi aperti, è dipinto dall’artista nella chiave di volta sopra l’altare.

il cammino: Bormio – San bartolomeo in bici

Per raggiungere la chiesetta di San Bartolomeo suggeriamo di partire da Bormio noleggiando una e-bike per seguire il Sentiero Valtellina, un itinerario ciclopedonale sempre ben indicato. Il percorso comincia con una dolce discesa verso la Valdisotto; giunti in prossimità di Tola, bisogna lasciare il Sentiero Valtellina per la SP 27 fino al bivio con via Stelvio ben segnato sulla destra che indica San Bartolomeo. Da lì inizia la salita, non troppo lunga, che porta fino al gruppo di case dove scorgiamo l’indicazione della chiesetta, nascosta da un boschetto alla nostra destra. Fin qui abbiamo percorso una decina di km: ripercorriamo la stessa strada per tornare. Una volta tornati sul Sentiero Valtellina, suggeriamo di continuare la discesa fino a raggiungere la chiesetta-memoriale delle vittime della frana del 1987, poco dopo il cartello di Aquilone, un luogo suggestivo e commovente. Con il ritorno a Bormio avremo percorso in totale circa 25 km.

Link percorso Komoot

nei dintorni

Tirano (So), Giacomo Rodari, Angeli con il velo della Veronica, rilievo in marmo, 1528, portale interno, santuario della Beata Vergine. Il velo della Veronica nella lunetta del portale in controfacciata indica la via per Roma. Il velo è raffigurato anche su una lesena del portale maggiore.

Valfurva (So), Vincenzo De Barberis, San Rocco, 1546, Chiesa della SS. Trinità.

info

Chiesa di San Bartolomeo de Castelàz, via Stelvio, località San Bartolomeo, 23030 Valdisotto (So)

La chiesa viene aperta in occasione delle visite guidate. Nei mesi di luglio e agosto, si terranno il sabato mattina alle 10:30. La visita dura circa un’ora.

Per informazioni contattare il parroco don Bruno Rocca tel. 0342 950314, roccabruno@tiscali.it, via Roma 51, Cepina, o la ProLoco Valdisotto 0342/950166 info.valdisotto@bormio.eu, via Roma, 55 Cepina.

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