la Veronica briantea

il luogo
La collegiata di Santo Stefano, situata nel cuore di Vimercate e documentata fin dall’VIII secolo, è il frutto di una lunga e complessa stratificazione architettonica. L’attuale edificio risale al periodo tra il X e l’XI secolo e fu costruito riutilizzando materiali provenienti da edifici più antichi, alcuni di epoca romana.
La facciata, caratterizzata da forme classicheggianti, è il risultato degli interventi eseguiti alla fine del XVI secolo, quando venne aggiunto l’elegante portale d’accesso. Sul lato destro si erge il poderoso campanile romanico, alla cui base sono visibili sarcofagi e lapidi di età romana. Sotto un archetto della cornice del primo ordine è inserita una protome umana del XII secolo, raffigurante una testa maschile.
L’interno della chiesa presenta una pianta basilicale a tre navate e termina con tre absidi semicircolari. Il ricco apparato decorativo dell’interno comprende affreschi del XIV, XVI-XVII e XIX secolo. Tra questi spiccano la Passione di Santo Stefano, dipinta da Gian Battista Gambara nel catino absidale, e i trecenteschi affreschi coi Dottori della Chiesa, nell’attuale sagrestia. Da quest’ultima si accede alla cripta medievale ad oratorio, situata sotto il presbiterio.
L’aspetto attuale della cripta è il risultato della sovrapposizione di decorazioni in stucco del XVI e XVII secolo, epoca in cui era probabilmente utilizzata come cappella invernale dal capitolo dei canonici. L’ambiente, originariamente illuminato da monofore poi interrate, è scandito da volte a crociera sorrette da colonnine con capitelli rimaneggiati.

la veronica – 1520 ca.
L’affresco, gravemente compromesso nella parte inferiore e interessato da diffuse perdite di colore, è stato riscoperto nel 2002 durante i restauri della navata sud della cripta. Al centro della composizione si trova santa Veronica, affiancata da san Cristoforo e da un santo martire cavaliere, probabilmente san Giuliano, titolare dell’altare. Le figure si inseriscono in una raffinata architettura dipinta, che simula una nicchia cubica affacciata sulla navata e sormontata da una cornice con lunetta e finto oculo. Santa Veronica indossa un abito verde e un mantello con cappuccio viola. Spiccano i dettagli delle mani, raffigurate secondo un difficile scorcio mentre sorreggono il velo. Il volto di Cristo, al centro dell’affresco e di dimensioni maggiori rispetto ai tre santi, è reso secondo il modello del Salvator mundi bizantino rielaborato dalla pittura fiamminga. Proprio nell’impostazione del volto di Cristo si coglie l’influsso della cerchia leonardesca. A Leonardo, infatti, sono state attribuite diverse varianti del Salvator mundi, raffigurato secondo i canoni della bellezza ideale che avrebbero conosciuto grande fortuna in Europa fino al XVIII secolo.
La scelta del soggetto, raro in area milanese, vista l’imponenza del sudario, sembrerebbe legata più alla reliquia romana e al Giubileo del 1500 che a una particolare devozione a santa Veronica. A conferma dell’ipotesi di un legame con Roma, in questi anni il preposito del capitolo era Baldassare Sigismondo de Fidelibus. Vicino al cardinale Ascanio Sforza, lo seguì allo scoppio delle guerre d’Italia, divenendo poi vicario generale di Cremona e Novara.

il cammino di sant’agostino – ornago vimercate
Il cammino è una piacevole passeggiata in piano di poco meno di 8 km attraverso la campagna brianzola. La partenza è dal santuario della Beata Vergine del Lazzaretto. Dopo una visita alla Cappella Verri, dove è sepolto l’illuminista Pietro Verri, e una sosta all’Antica Bottega del Santuario – dove nel Settecento veniva stampato “Il caffè”, il periodico fondato dai fratelli Verri – merita una visita la Sacra Fonte che salvò la cittadina dalla siccità nel 1714. Ritornati sulla via del Santuario si prosegue lungo il cammino di Sant’Agostino inizialmente poco segnalato. Attraversato il paese, si prosegue con una piacevole camminata tra i campi che offre una vista che spazia dal Monte Rosa ai monti della Bergamasca, passando per la Grigna, la Grignetta e il Resegone. Giunti a Vimercate, dopo aver attraversato il suggestivo ponte di San Rocco, si raggiunge facilmente la collegiata di Santo Stefano che conserva la Veronica nella cripta.




veroniche nei dintorni
La chiesa di San Vittore di Meda, un tempo parte del monastero femminile benedettino, oggi appartiene al complesso di Villa Antonia Traversi. La ricca decorazione interna, il cui primo ciclo, realizzato da Bernardino Luini e bottega, risale al 1520, le ha valso il nome di “Cappella Sistina della Brianza”. La cappella che ospita il gruppo scultoreo del Compianto, con la Resurrezione nella lunetta e, ai lati, le figure intere di Maddalena e Veronica, fa ritenere che fosse originariamente intitolata alla Crocifissione.
Alla scuola di Bernardino Luini sono attribuiti gli affreschi del presbiterio del santuario di San Damiano di Cogliate. Al centro è rappresentata la Crocifissione, sulle pareti laterali la Vergine in trono con teorie di santi, tra questi, sulla parete di sinistra, è presente santa Veronica. ll Santuario di San Damiano, ebbe origine da una piccola cappella, testimonianza del monastero benedettino del XII secolo che, nella seconda metà del ‘300 diventò l’abside dell’attuale chiesa.
A Cislago, nella chiesa di S. Maria Assunta, l’affresco trecentesco con una graziosa Veronica, nella seconda campata a destra, proviene da una corte rurale.

info
Collegiata di Santo Stefano, p.za Santo Stefano 10, 20871 Vimercate MB
Da maggio a novembre la chiesa è aperta le prime domeniche del mese dalle ore 15 alle ore 19.
Ci dispiace comunicare che, per cause non dipendenti dalla nostra volontà, nelle prime domeniche di maggio e giugno non è stato possibile garantire l'apertura della chiesa di Santo Stefano. Ci scusiamo per il disagio arrecato.
Speriamo vivamente di poter garantire l’apertura prevista per domenica 6 luglio.
Per altre informazioni tel.0396659488; turismo@comune.vimercate.mb.it
Per gruppi e scolaresche sito MUST – Itinerari guidati.
Galleria



