santa veronica alle fornaci

tra il lago e la rocca

Foto Mirko Forza

il luogo

La Rocca di Caldè, nota anche come Rocca di Travaglia o Castello di Veccana, è un impervio promontorio che si incunea nelle acque del Lago Maggiore. In epoca longobarda fu un presidio militare, nel X secolo la Rocca venne donata all’Arcivescovo di Milano e, nel Quattrocento, divenne un possedimento dei Visconti. Il castello, che doveva essere imponente, fu distrutto agli inizi del Cinquecento durante le lotte contro gli Svizzeri. Oggi ne restano solo parte dell’antico fossato e del muro di recinzione.

La chiesa di Santa Veronica, una delle rare chiese dedicate a questa santa, si eleva sul primo spalto inferiore della Rocca. L’analisi delle murature permette di datarla tra il XIV e il XV secolo. L’edificio originario, costruito in pietrame misto, comprendeva solo l’abside semicircolare e la prima campata. Successivamente furono eseguiti due ampliamenti, entrambi completati entro il 1569, che sfruttarono tutto lo spazio disponibile di fronte alla chiesa. Al primitivo ingresso sul lato settentrionale si aggiunsero altre due porte, ancora leggibili dall’esterno. Il cardinale Federico Borromeo ordinò che venissero chiuse e che fosse creata una nuova facciata con ingresso frontale; per realizzarla fu necessario costruire una piattaforma ancorata alla roccia viva. Su questa stessa base poggia il suggestivo pronao, aggiunto nel 1946.

santa veronica

Gli affreschi più antichi della chiesetta risalgono al Quattrocento e sono i due santi alla destra del presbiterio: santa Veronica e un santo martire laico di incerta identificazione, forse san Mamete o, più probabilmente, sant’Arialdo, che si batté per il rinnovamento del clero e venne assassinato nel castello di Angera. Il suo corpo fu per un certo periodo nascosto proprio alla Rocca.

Santa Veronica è raffigurata leggermente volta a destra, mentre mostra ai fedeli il sudario. Sul velo candido, il volto di Cristo appare frontale e sereno, con barba divisa, una fluente chioma castana e l’aureola crocesegnata. Non porta la corona di spine, in linea con la tradizione iconografica più antica. Veronica indossa una tunica rosso scuro e un mantello dello stesso colore, dotato di cappuccio, come in altre rappresentazioni lombarde della santa; porta inoltre la cuffia e il soggolo.

Pur senza l’imponenza dell’affresco duecentesco di Santa Maria Hoè, la postura della santa e il volto di Cristo rimandano alla prodigiosa reliquia romana, un legame ulteriormente rafforzato dalla presenza della Veronica sull’altare.

il paliotto d’altare

Nel 1995, rimuovendo la grotta-altare dedicata alla Madonna di Lourdes, sono stati riscoperti gli affreschi cinquecenteschi dell’abside e l’originaria mensa d’altare, sul cui fronte è raffigurato il sudario della Veronica. Il raro affresco mostra il velo sospeso su un tendaggio damascato dorato. Il volto di Cristo, centro visivo del presbiterio, conserva le caratteristiche dell’iconografia quattrocentesca – occhi aperti, aureola crocesegnata, barba divisa e ciocche di capelli arricciate – ma presenta anche i segni della sofferenza: gocce di sangue, la ferita sulla guancia causata dal colpo del servo di Caifa e la corona di spine. Questi elementi riflettono l’affermarsi della nuova interpretazione dell’impressione del volto lungo la via del Calvario.

L’anonimo artista ha dedicato particolare cura alla resa del volto di Cristo, mentre risulta più debole l’esecuzione degli affreschi coevi del presbiterio. Nel catino absidale è raffigurato Dio Padre con i simboli degli evangelisti, nell’abside, la teoria degli Apostoli, e, nel registro inferiore, un velario decorato con reti da pesca ricche di pesci, chiaro riferimento all’attività degli apostoli e un soggetto sicuramente caro alla popolazione del lago.

il cammino

Dopo la visita alla chiesa, se avete scarpe da trekking e non avete con voi bimbi piccoli – in qualche punto il sentiero è attrezzato con corde fisse -, in circa mezz’ora potete salire alla Rocca da dove si può ammirare la parte nord del Lago. Dalla Rocca il percorso scende lentamente incrociando alcune croci dedicate ai caduti in guerra. Raggiunta Caldè continuate a scendere fino a incrociare via Fornaci che prendete verso sinistra, proseguite fino al sentiero che costeggiando il lago vi condurrà fino al parcheggio in via Montefalcone. Lungo il sentiero si susseguono calette di sabbia mista a ghiaia alternate ad aree a strapiombo. Le Fornaci, grossi forni in pietra con il camino a imbuto, affiancati da vecchi edifici in disfacimento e in rovina, costituiscono un esempio di archeologia industriale. Sono stati ritrovati dei documenti di fine 1200 in cui era già testimoniata la fornitura di calce per la fabbrica del Duomo di Milano. Il trasporto avveniva sul lago fino a Sesto Calende e, poi, attraverso il Ticino e il Naviglio Grande, verso Milano e Pavia.

link percorso Wikiloc

veroniche nei dintorni

Alla ricerca di alcune belle veroniche attraversiamo il lago Maggiore, che segna il confine della Lombardia. Sulla riva piemontese proprio di fronte al promontorio di Caldè c’è il Sacro Monte della SS Trinità di Ghiffa. A questo link trovate la storia della Veronica dipinta sulla predella d’altare.

Un altro Sacro Monte vicino è quello di Varallo. La Veronica è rappresentata nel magnifico tramezzo, opera di Gaudenzio Ferrari, che illustra la vita di Gesù. Nel Sacro Monte, nella cappella dell’Andata al Calvario, la statua della Veronica, opera del Tabacchetti, è considerata una delle più belle figure del corteo.

Verso nord, merita una visita a Crevoladossola la  chiesa dei SS. Pietro e Paolo, un gioiello di arte e fede che sorge su uno sperone roccioso. Di impronta romanica, come denota la torre campanaria, nel 1500, venne realizzato il raffinato presbiterio. La Veronica è al centro del rosone della preziosa vetrata di scuola nordica, e dipinta nella lunetta sopra il finestrone sud, sempre del presbiterio.

info

Chiesa di Santa Veronica, Via Monfalcone, 10, 21010 Castelveccana (VA).

Aperture programmate: 

27 aprile, 25 maggio, 22 giugno, 27 luglio, 24 agosto

Orario: 14:30 – 16:30.

La chiesa è raggiungibile solo a piedi. Dal parcheggio in via Monfalcone, una comoda strada lastricata raggiunge la chiesetta in quindici minuti. La scalinata scavata nella roccia che sale da Caldè è più ripida ma attrezzata con catene.


È possibile raggiungere la Rocca da un comodo sentiero che parte da Caldè; e raggiungere il Parco alle Fornaci direttamente dal parcheggio di via Montefalcone.

Galleria

Foto copertina Elena Sivitskaia / Alamy Stock Photo