un puzzle d’affreschi

il luogo
La prima pietra della basilica cattedrale della Vergine Assunta, una delle chiese più grandi della Lombardia, venne posta il 3 agosto 1158, giorno della fondazione di Lodi, come primo edificio della città dopo la distruzione di Lodivecchio. Nel 1163, nella cripta, furono traslate le reliquie di San Bassiano alla presenza dell’imperatore Federico Barbarossa. La facciata fu completata nel 1284. Nel Settecento la basilica subì pesanti alterazioni, ma nel 1958 si optò per il ripristino delle forme romaniche. In questa occasione vennero riscoperti sugli antichi pilastri e sulle pareti affreschi medievali e formelle con i simboli delle corporazioni.
La maestosa facciata romanica è caratterizzata dal protiro gotico sorretto da leoni stilofori. Di grande interesse sono le statue di Adamo ed Eva poste all’ingresso del portale. All’interno, le tre navate sono arricchite da tele e affreschi di varie epoche, alcuni dei quali staccati e ricollocati rispetto alla sede originaria. L’attuale altare è ricavato dal riuso di un sarcofago in marmo rosso del XIII-XIV secolo. Il mosaico nel catino dell’abside, opera di Aligi Sassu, risale al 1964.

la veronica – inizio XV secolo
Sulla parete sinistra della navata, all’altezza della quinta campata, si trovano due serie di affreschi tardomedievali. Nel registro superiore sono visibili affreschi trecenteschi, originariamente collocati sul muro del coro. Tra questi spicca un notevole Giobbe nel letto di malattia. Gli affreschi del registro inferiore, invece, si trovano nella loro posizione originale e testimoniano l’uso della stratificazione e della ripetizione dei soggetti nelle chiese lombarde.
Il gruppo comprende frammenti di una Madonna in trono tra due santi francescani, una serie di quindici piccoli ex voto della Madonna del Latte risalenti al XIV secolo, una Santa Veronica con il sudario in dimensioni maggiori, datata ai primi anni del XV secolo, e un San Rocco, molto ben conservato, che in parte si sovrappone alla figura della Veronica e risale alla metà del XV secolo.
La figura di Santa Veronica, purtroppo lacunosa, indossa un abito con soggolo e un velo rosso-marrone. La santa sostiene il sudario come fosse una tavoletta quadrata, richiamando le ostensioni descritte nei Mirabilia Urbis Romae, dove il telo è rappresentato all’interno di una cornice. Il volto di Cristo ripropone le caratteristiche tipiche delle Veroniche più antiche: barba ripartita, capelli mossi, occhi aperti e non presenta alcun segno di sofferenza.
Il raro soggetto della Veronica e le proporzioni del sudario, con il volto di Cristo significativamente più grande rispetto a quello della santa, suggeriscono che l’affresco votivo sia stato commissionato in occasione di un pellegrinaggio a Roma durante un anno giubilare.









il cammino km 4 ca.
Il territorio lodigiano è attraversato dalla via Francigena, l’antica via seguita da Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury che dall’Inghilterra raggiunse Roma nel 990. Proponiamo una parte della tappa 16, creando un percorso da Orio Litta a Corte Sant’Andrea. Sono circa 4 chilometri ed è possibile percorrerli a piedi o in bici. A Orio Litta due sono i luoghi notevoli: Villa Litta e la Grangia Benedettina che risale a prima dell’anno 1000. Oggi è stata ristrutturata ed è un comodo ostello per i pellegrini. Il nostro cammino inizia davanti alla Villa Litta seguendo la via asfaltata a sinistra e proseguendo poi per il sentiero sulla destra verso Cascina Cantarana. La strada s’immerge nella campagna, popolata da lepri, fagiani e aironi. Una volta raggiunta la cascina, proseguire fino a giungere sulla ciclovia asfaltata. Imboccandola verso sinistra si arriva in vista di Corte Sant’Andrea. Superato l’arco d’ingresso, si incontra la chiesa di Sant’Andrea sulla piazza principale e diverse corti rurali. Ritornando all’arco, proseguendo sulla ciclovia, si arriva all’attracco del Transitum Padi, dove i pellegrini potevano attraversare il fiume su zattere. Oggi un servizio di taxi fluviale, che va contattato due giorni prima, porta i pellegrini a Soprarivo, prima località emiliana della Francigena. Per il ritorno percorrere il percorso a ritroso fino a Cascina Cantarana, quindi mantenendo sempre la sinistra si raggiunge, dopo aver superato un ponticello, il centro di Orio Litta.
Percorso Wikiloc


per giovani cercatori – la divisa del pellegrino
Qual è colui che forse di Croazia
viene a veder la Veronica nostra,
che per l’antica fame non sen sazia,
ma dice nel pensier, fin che si mostra:
“Segnor mio Iesù Cristo, Dio verace,
or fu sì fatta la sembianza vostra?” (Dante)
San Rocco indossa la divisa dei pellegrini che durante l’Anno Santo, giungevano a Roma per vedere il ritratto di Cristo: il bastone, coi due pomi in alto e la punta rinforzata in metallo, il cappello a tesa larga per la pioggia, la bisaccia a tracolla e un mantello sopra la veste.
QUIZ Il san Rocco di sinistra, gemello del san Rocco del Duomo, è in un’altra chiesa di Lodi, molto bella e antica, lo sai trovare?




veroniche nei dintorni
A Lodi troviamo altre veroniche nelle più belle chiese della cittadina, le potete trovare sulla mappa.
Nella splendida chiesa Duecentesca di San Francesco ricca di affreschi medievali troviamo la veronica tra gli strumenti della passione nella cappella settecentesca del Crocifisso a sinistra dell’altare.
Nel Tempio Civico dell’Incoronata, nella cappella della Passione, troviamo la tavola cinquecentesca dell’Andata al Calvario con l’incontro con la Veronica.
Nella chiesa di San Lorenzo, nella cappella Vistarini, la veronica è dipinta come insegna di pellegrinaggio sul mantello di san Rocco nella bella tavola della Pietà di Bernardino Campi. Nella stessa cappella la veronica è presente anche nell’Arma Christi (gli strumenti della Passione) sulla parete a sinistra. E sempre come parte dell’Arma Christi troviamo una veronica a stucco sopra il coro nell’abside.

info
Basilica cattedrale della Vergine Assunta, Piazza della Vittoria, 26900 Lodi (Lo)
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 7:30 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 19:00
Galleria










