Sinus Felix, la baia felice

il luogo
Il complesso, immerso nel verde degli ulivi e affacciato sull’azzurro del Lago di Garda, risale al XV secolo, sorto dove esisteva una piccola cappella dedicata a Santa Maria delle Grazie, detta anche delle Cisterne per le numerose sorgenti presenti. Nel 1460 il nuovo convento fu affidato ai frati Carmelitani che, grazie all’appoggio dei Gonzaga di Mantova, nel 1482 poterono consacrare la nuova chiesa. Tra il 1460 e il 1539 vennero realizzati diversi cicli di affreschi nella navata e nel presbiterio. Nel 1770 il convento fu soppresso dalla Repubblica di Venezia. Dopo un lungo periodo di abbandono, i Carmelitani vi fecero ritorno nel 1952. Durante i restauri del 1970 furono riportati alla luce gli affreschi.
La chiesa è a navata unica, suddivisa in cinque campate da quattro arcate a sesto acuto. Su entrambi i lati corre un matroneo, sostenuto da archi a tutto sesto. Tra gli affreschi, il più antico è il San Bernardino da Siena dell’abside (1461). Un secondo ciclo (1471-1475), tardogotico, è attribuito alla scuola del Maestro di Sant’Alberto da Trapani. Il terzo periodo, che comprende gli affreschi più raffinati, è opera di una bottega il cui Maestro prende il nome dal santuario, Maestro di San Felice, e di Giovanni da Brescia un frate carmelitano. A fra Giovanni si devono gli affreschi con il Cristo in Pietà e la Crocifissione monocroma, con figure bianche disegnate su uno sfondo di terra verde di Verona. Infine, le decorazioni degli arconi e delle logge risalgono alla prima metà del XVI secolo.

la veronica – 1472
L’affresco con Santa Veronica, datato novembre 1472 e attribuito alla bottega del Maestro di Sant’Alberto da Trapani, fa parte del ciclo di affreschi sull’arco del presbiterio sinistro, dominato dalla figura, quasi a grandezza naturale, di sant’Alberto, co-patrono dei Carmelitani. L’affresco, datato in basso 1471, raffigura sant’Alberto in piedi mentre calpesta il demonio, rappresentato con l’aspetto di una donna dai piedi palmati. Il santo è inserito in una cornice decorata con quattordici medaglioni raffiguranti santi e beati Carmelitani e Carmelitane. In alto, a chiudere la composizione, si trova un’architrave dentellata sostenuta da mensoloni.
A sinistra della monumentale figura di sant’Alberto si trova l’affresco con Santa Veronica, attraversato da una lunga crepa verticale. La santa, in piedi e in posizione frontale, non indossa il consueto abito monastico, ma un raffinato abito verde con un lungo mantello rosso, foderato in bianco e bordato d’oro, chiuso da una rosetta dorata. Porta sui capelli un leggero velo semitrasparente. Anche il sudario che regge con la punta delle dita è semitrasparente e cangiante, simile alla seta. Il volto di Cristo, impresso sul velo, ha la bocca socchiusa e una carnagione scurissima che rende quasi illeggibili la corona di spine nera e i rivoli di sangue, a conferma del diffondersi della nuova tradizione iconografica legata all’impressione miracolosa del volto sulla via del Calvario .




il cammino
Partendo dal centro di San Felice percorrendo via Garibaldi, una stretta via medievale, si giunge a un bivio in corrispondenza di un’edicola votiva. Forse è proprio la “santella” sulla strada per la Chiesa del Carmine di cui lo storico Federico Odorici, afferma che fosse stata dipinta dal Romanino e ridipinta poi nel 1855 da un artista di Gavardo. Dopo la santella si tiene la sinistra procedendo in via Carmine per circa 900 metri fino a raggiungere il Santuario della Madonna del Carmine. Dietro al santuario un sentiero sterrato si inoltra per un centinaio di metri nella campagna, per poi collegarsi a via Santa Maria, quindi via Fontanamonte fino a giungere alla riva del lago. Dalla spiaggia, costeggiando il lago, si può giungere fino all’imbocco del sentiero che porta al promontorio di San Fermo con l’omonima chiesetta dalla quale si vede uno dei più bei panorami sul Garda. Mappa su Wikiloc
A soli due chilometri dal Santuario merita una visita la chiesa di Santa Maria di Tenesi, a Pieve Vecchia, frazione di Manerba del Garda. Le sue origini risalgono al V-VI secolo ma la chiesa attuale è riferibile al XI-XII secolo. Gli affreschi sono dal XII al XV secolo. L’affresco nella navata destra con la Madonna in trono tra san Sivino e san Rocco è datato al 1493. La chiesa è aperta durante la stagione estiva per i turisti e vi viene celebrata la festa di San Rocco il 16 agosto. Sul retro della pieve sono visibili i resti di una villa romana.


Le veroniche dei gonzaga
L’abito della Veronica del Carmine rimanda alla corte dei Gonzaga benefattori del santuario. I Gonzaga, raffinati mecenati d’arte, accumularono una straordinaria collezione di opere d’arte. Tra queste la magnifica Veronica di Lorenzo Costa dipinta su richiesta di Francesco Gonzaga per Florimond Robertet segretario di Luigi XII. L’opera è conservata al Louvre.
All’ambiente culturale della Mantova di Ercole Gonzaga appartiene la Crocifissione con santi, attribuita a Fermo Ghisoni, che rielabora il Crocifisso di Michelangelo realizzato per Vittoria Colonna. La presenza inconsueta della Veronica ai piedi della croce suggerisce un riferimento alla committenza, probabilmente riconducibile alla poetessa Veronica Gambara.

info
Santuario del Carmine, Via Carmine, 11, 25010 San Felice del Benaco (BS)
Orari di apertura: tutti i giorni 7:00 – 20:30
Posto in una stupenda posizione tra il verde degli ulivi e l’azzurro del Lago di Garda, il Santuario dispone di un ampio parcheggio anche per pullman, e un ampio giardino con uliveto e parco con fattoria didattica visitabile. Il complesso, totalmente accessibile e libero da barriere architettoniche, comprende un piccolo bar, un negozio e una sala per videoproiezioni. Annessa al Santuario la Casa per Ferie che si affaccia sul chiostro monastico.
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