san vincenzo, galliano

la pieve millenaria

il luogo

Il complesso monumentale di Galliano, situato in cima a un colle appena fuori Cantù, è uno dei più interessanti monumenti medievali della Brianza. L’insediamento, documentato sin dal periodo celtico, fu colonizzato dai Romani e, nel V secolo, divenne sede di una basilica cristiana intitolata a San Vincenzo. La basilica deve la sua forma attuale e la funzione di pieve all’intervento del subdiacono Ariberto, poi arcivescovo di Milano, che nel 1007 la riconsacrò. A lui si deve il rialzamento del presbiterio e la costruzione della cripta. Il complesso mantenne la prerogativa di chiesa pievana sino al 1582, ma in seguito decadde fino alla rovina, da cui riemerse solo nei primi decenni del ’900. La basilica si presenta priva di elementi decorativi, con murature in grossi ciottoli a vista. L’interno, privo di decorazione scultorea, è arricchito da un eccezionale ciclo di affreschi altomedievali, che raggiunge il massimo splendore nelle immagini del Cristo e dei profeti della volta absidale. Il battistero, dedicato a san Giovanni Battista, era staccato dalla chiesa e collegato a essa da un portico, secondo le esigenze dell’antica liturgia. Il piano inferiore, destinato al rito del battesimo, presenta una grande vasca circolare, mentre due scale, realizzate nel muro perimetrale, conducono al matroneo a ringhiera, dove si raccoglievano i devoti che assistevano alla cerimonia. Dei dipinti che ornavano la galleria rimangono l’immagine di un ragazzo con una candela e il cielo stellato della volta.

la veronica 1320-1330


I quattro santi in controfacciata, sulla destra, sono ciò che rimane di una teoria di sette santi che accompagnava la Madonna in trono con Bambino. La prima da sinistra, con le braccia incrociate sul petto, è Maria Maddalena, la seconda è santa Veronica, riconoscibile anche grazie a un’iscrizione a destra della figura. Il terzo è un santo cavaliere martire, di probabile stirpe regale, come induce a pensare la corona che reca tra le mani; mentre il quarto giovane, con un libro nella destra, del cui nome oggi resta leggibile solo una H, è stato identificato con san Giovanni evangelista. Santa Veronica, in posizione rigidamente frontale, sostiene il sudario bianco all’altezza del petto. Il volto di Cristo, a causa di una grossa lacuna, è perduto e ne resta visibile solo l’aureola bordata di rosso e crocesignata e una piccola porzione della chioma castana. È interessante notare le somiglianze iconografiche con il coevo affresco di San Giovanni in Conca, quali la tipologia dell’aureola e le vesti della Veronica, la tunica verde e il mantello rosso dotato di cappuccio. Similitudini riconducibili alla vicinanza cronologico-geografica e, evidentemente, anche a un comune modello iconografico. L’affresco, opera di un artista lombardo che, se pur di non altissimo livello qualitativo, sa conferire con la forza del colore concreta volumetria ai suoi personaggi, si deve alla committenza della famiglia Grassi, che ebbe occasione e forza nel 1324 di proclamare Cantù indipendente sia da Milano che da Como, mantenendo la posizione fino al 1335.

il cammino Di san pietro – Cantù/Seveso 13 km

Nel 1252, in un periodo di intensi contrasti religiosi, l’inquisitore e predicatore domenicano san Pietro da Verona fu assassinato mentre percorreva l’antica via Canturina da Como verso la Basilica di Sant’Eustorgio a Milano. Il tratto Cantù-Seveso, del Cammino di San Pietro, nonostante attraversi un’area fortemente urbanizzata, permette di ammirare storiche cascine e piccole chiese legate ai fatti dell’epoca. Lasciata la Basilica di San Vincenzo a Galliano ci si dirige verso la Statale 35, seguendo il percorso fino a raggiungere una strada sterrata. Inizialmente, il cammino può apparire un po’ trascurato, ma man mano che si prosegue, il sentiero diventa più definito e accogliente, in parte attraverso il parco delle Groane. Durante il cammino meritano una visita l’Oratorio di Santo Stefano a Lentate (vanno consultati gli orari di apertura) e l’Oratorio di San Grato o di Santa Maria detto anche oratorio di Mocchirolo. Quest’ultimo è inserito in una corte dal fascino intatto dei tempi passati. È possibile richiedere che venga aperta per una visita guidata, durante la quale si potrà ricevere una breve spiegazione sugli affreschi e sulla storia dell’oratorio nel contesto della vita di san Pietro e del cammino. Da questo punto il cammino assume un aspetto più urbano e conduce verso Seveso, dove si conclude il percorso al Santuario di San Pietro Martire

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veroniche nei dintorni

Santa Veronica e la Maddalena, a figura intera, opera della scuola del Luini, decorano la cappella del Compianto nella chiesa di San Vittore a Meda. La chiesa, che era annessa a un monastero femminile benedettino, ottenne il nome di “Cappella Sistina della Brianza” grazie al vasto ciclo di affreschi che custodisce.

Alla scuola del Luini vengono attribuiti gli affreschi del Santuario della Beata Vergine di San Damiano di Cogliate (MB). Santa Veronica, con la Maddalena, santa Caterina e san Cosma, affianca la Vergine con il Bambino sulla parete sinistra del presbiterio.

VeLo propone le veroniche dei secoli XIII-XVI, ma merita un’eccezione la Via Crucis monumentale di Gaetano Previati realizzata per il cimitero di Castano Primo. Gli affreschi, staccati nel 1969, sono stati trasferiti nel Museo Civico di Castano Primo, mentre nel Cimitero sono rimaste – e ora protette – le tracce o impronte sempre di Previati.

Per giovanissimi cercatori

info e orari

Basilica di San Vincenzo in Galliano, Via S. Vincenzo 8, 22063 Cantù (Co)

Orari di apertura: domenica-venerdì 15-18; sabato 9-12; 15-18.

L’ingresso alla Basilica e al Battistero sono gratuiti.

Per informazioni e prenotazioni visite guidate:

Ufficio Cultura del Comune di Cantù, tel: 031 717445 – 031 717446 – 031 717479; mail: cultura@comune.cantu.co.it; sito: Città di Cantù, Basilica di San Vincenzo a Galliano

Galleria

Foto copertina Comune di Cantù