riflessi sull’acqua

il luogo
Il Monastero di San Pietro in Lamosa – ovvero “sulle lame”, come venivano chiamati gli specchi d’acqua delle torbiere – è un complesso architettonico dalla storia millenaria. Le sue origini risalgono al 1083, quando due fratelli donarono ai benedettini di Cluny una chiesetta e alcuni poderi. Nel 1147 il monastero divenne un Priorato cluniacense. La chiesa originaria fu ampliata con l’aggiunta di una navatella laterale romanica, mentre ulteriori interventi vennero realizzati nel XIII secolo e nel Cinquecento. A destra della chiesa, una porta conduce all’aula detta “Disciplina”, dedicata a Maria Maddalena, dove si riuniva la Confraternita dei Disciplini, caratterizzata da rigorose pratiche di penitenza e opere di carità.
L’aula, uno degli spazi più significativi del monastero, comunica con la chiesa tramite una piccola finestra ed era interamente affrescata. Sebbene molte parti siano andate perdute, rimangono episodi della vita di Cristo, realizzati intorno al 1510 da una scuola itinerante attiva tra Trento, Bergamo e il Veneto. Ogni parete era decorata con due fasce di affreschi, suddivisi in riquadri accompagnati da didascalie esplicative. È curioso notare che alcune parti non furono mai colorate: non sembrano infatti semplici sinopie rimaste incompiute, ma si ipotizza che i fondi per l’acquisto dei pigmenti siano venuti meno durante la realizzazione dell’opera.

la veronica nell’andata al Calvario – 1510 ca.
Sulla parete ovest, la Crocifissione domina la scena, affiancata dalle rappresentazioni dell’Andata al Calvario e della Deposizione. La salita al Calvario si concentra sull’episodio dell’incontro con Veronica, mentre le figure di Maria, Giovanni e del Cireneo restano in secondo piano.
Veronica ha già ricevuto il sudario impresso dal volto di Cristo, ma l’artista non ha saputo o voluto raffigurare la mano di Gesù nell’atto di consegnarglielo. Il sudario appare leggerissimo e trasparente: sull’abito bianco di Cristo se ne distingue appena il bordo. È rappresentato in una posizione perfettamente frontale rispetto all’osservatore, incurante delle regole della prospettiva e della gravità.
Il volto di Cristo impresso sul velo non mostra alcuna somiglianza con il Cristo che porta la croce: la carnagione scurissima e gli occhi aperti richiamano le antiche icone bizantine, non porta la corona di spine, ma la fronte è solcata da piccoli rivoli di sangue. L’artista sembra voler completare il simulacro della reliquia romana sovrapponendo la barba bipartita di Cristo alla mano destra di Veronica, che così sembra sorreggerla con delicatezza. Solo le dita della mano sinistra della donna coprono leggermente l’aureola, creando un effetto di sovrapposizione studiato con cura.

la veronica della risurrezione – 1510 ca.
Sulla parete nord, gli affreschi in bianco e nero narrano gli episodi della vita di Gesù dopo la Passione e la morte: la Risurrezione, la Discesa agli inferi, le Pie donne al sepolcro e l’Apparizione alla Maddalena. Le scene successive, oggi illeggibili, dovevano probabilmente raffigurare l’Ascensione e la Pentecoste.
Nella scena delle Pie donne al sepolcro, di cui si è persa la figura dell’angelo, emerge un dettaglio peculiare: l’artista ha inserito santa Veronica tra le donne. Veronica, affacciata sul sepolcro aperto, rappresentato in scorcio, è raffigurata nell’atto di raccogliere la Sindone. Un secondo velo, più leggero del primo, si distende trasversalmente tra le due sponde del sepolcro, ricadendone fuori esattamente al centro. Su questo lembo è raffigurato – non in scorcio – il Volto Santo, secondo l’iconografia delle Imago Pietatis (un esempio si trova a Esine, nella chiesa di Santa Maria Assunta).
Il volto di Cristo, con gli occhi aperti, senza segni di sofferenza e con un’aureola raggiante, è diverso da quello dell’Andata al Calvario. Qui sembra che l’artista volesse evocare il viso trasfigurato dell’inno Salve Sancta Facies. Inoltre, questa invenzione iconografica potrebbe suggerire un’interpretazione alternativa sulla natura del velo: non come il panno impresso lungo la via del Calvario, ma come il sudario citato nel Vangelo di Giovanni, il drappo che ricoprì il volto di Cristo nel sepolcro.

il cammino – Parco naturale torbiere del sebino
Un percorso di circa 4 km, adatto a tutti, immerso in un ambiente incontaminato con i soli rumori della natura a far da sottofondo. Il percorso inizia a destra del Monastero, seguendo le indicazioni per il Percorso centrale.
Pochi minuti dopo la partenza, sulla destra è presente un punto panoramico.
Si prosegue verso il percorso centrale, il più suggestivo, che si snoda nel cuore della Riserva, attraverso passerelle in legno che collegano le lingue di terra tra le vasche. Attraversati pontili e varie postazioni di birdwatching, al bivio si seguono le indicazioni per Provaglio d’iseo/Percorso sud. Si costeggiano alcune vasche dove è consentita la pesca, poi una zona con prati (utili per gli insetti impollinatori grazie alla grande quantità di fiori presenti), un’area boschiva ed infine un’altra zona con camminamenti di legno sospesi sull’acqua fino a raggiungere la ferrovia e ritornare al Monastero.
Link Wikiloc del percorso.
ATTENZIONE Dal 10 marzo al 28 luglio il percorso Centrale è chiuso ai visitatori per salvaguardare le specie ornitiche che in Riserva trovano rifugio e luogo per nidificare. È comunque possibile visitare il parco percorrendo tutto il percorso esterno lungo 8 km.
Vedi la cartina




veroniche nei dintorni
- Chiesa di Santa Maria della Neve, Pisogne (Bs), il Romanino, Salita al Calvario, affresco, 1530-1534;
- Chiesa di San Giovanni, Via San Giovanni Battista, Fraz.Pieve, Lumezzane, Martirio di Sant’Erasmo e santa Veronica, 1522.

info
Monastero di San Pietro in Lamosa, Via Monastero, 5, 25050 Provaglio D’Iseo (Bs)
Orari di apertura: Aprile-ottobre: da martedì a venerdì: 15:00 – 18:00; sabato e domenica: 10:00 – 12:00; 15:00 – 18:00.
Novembre-marzo: da martedì a venerdì: 14:30 – 17:30; sabato e domenica: 10:00 – 12:00; 14:30 – 17:30.
Biglietto d’ingresso: martedì-venerdì € 1,00 a persona; sabato, domenica e festivi € 2,00 a persona.
Con guida locale: da martedì a domenica, compresi i giorni festivi € 5,00 a persona.
Gratuito: residenti nel Comune di Provaglio d’Iseo; bambini da 0 a 12 anni; persone disabili con accompagnatore e persone oltre i 65 anni.
Scolaresche: € 25,00 a classe; con guida locale € 50,00 a classe.
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