sant’eustorgio, milano

nella chiesa dei Magi

Foto Museo di Sant’Eustorgio

il luogo

La basilica di Sant’Eustorgio, fondata tra il IV e il VI secolo, sorge fuori dalle mura romane su un’area cimiteriale, nei pressi del più antico fonte battesimale milanese, dove secondo la tradizione san Barnaba avrebbe battezzato i primi cristiani. L’origine della prima basilica, di cui restano tracce dell’abside nel sottocoro, è strettamente legata al culto dei Magi. Secondo un’antica tradizione le loro reliquie furono donate dall’imperatore di Costantinopoli a sant’Eustorgio nel IV secolo e trasportate a Milano in un pesante sarcofago di marmo, trainato da buoi. Giunti alle porte della città, gli animali crollarono esausti, e, in quel luogo, il vescovo decise di fondare la chiesa. Dopo la distruzione causata dall’assedio di Federico Barbarossa, che nel 1164 trasferì le reliquie dei Magi a Colonia, la basilica fu ricostruita in stile romanico. Nel 1220 passò ai Domenicani, che la trasformarono profondamente, facendone un centro di riferimento dell’Inquisizione nelle lotte contro le eresie. Tra il XIV e il XV secolo, il prestigio della basilica crebbe grazie alla protezione dei Visconti e di altre influenti famiglie milanesi, come testimoniano le numerose cappelle patronali. Tra queste spicca la Cappella Portinari, voluta dal fiorentino Pigello Portinari per custodire la reliquia del capo di san Pietro Martire, ucciso in un agguato presso Seveso nel 1252. Nella seconda metà del XV secolo, il convento attraversò una fase di declino. Sarà san Carlo Borromeo, nel XVI secolo, a restituire centralità alla basilica, riconoscendone l’importanza come primo insediamento cristiano di Milano e luogo di sepoltura dei martiri.

la veronica – 1578

Il sottocoro fu realizzato nel 1537, quando si decise di anticipare l’altare maggiore. Le sue volte sono sostenute da colonnine provenienti da edifici più antichi. Durante un restauro condotto nel 1929, vennero riscoperti gli affreschi che decorano l’ambiente, tra cui una teoria di santi che presenta anche santa Veronica. Sotto ciascun santo è riportata la data della rispettiva festa liturgica, il 12 febbraio per la Veronica. Si tratta di uno degli ultimi calendari che presenta la donna, la cui festa verrà espunta nel 1582, dal nuovo martirologio romano voluto da papa Gregorio XIII, su richiesta del cardinale Baronio. La rimozione verrà contestata solo dai Bollandisti francesi. Nello stesso periodo anche san Carlo Borromeo tolse santa Veronica dal calendario Ambrosiano che era stato il primo ad attestarne il culto, riportando la memoria di santa Veronica già nel XII secolo.

L’affresco è stato attribuito a Carlo Urbino, che nel 1575 fu incaricato della decorazione della cappellina degli angeli, affacciata al sottocoro. Santa Veronica è raffigurata in piedi con una tunica bianca coperta da un manto rosso. Sul capo porta un velo chiaro, simile al piccolo sudario che ostende con impresso il volto di Cristo. L’affresco è molto deteriorato: i lineamenti di Cristo sono appena distinguibili, presenta gli occhi aperti, la barba bipartita, la corona di spine e i rivoli di sangue che gli segnano la fronte. La tavolozza luminosa e lo stile corsivo dell’opera riflettono l’abilità dell’artista cremasco nel disegno, evidente nella grazia e leggerezza con cui ha reso le mani della santa.

Da sant’eustorgio al duomo lungo l’asse di via Torino

A destra della basilica di Sant’Eustorgio, al numero civico 8, una lapide attesta la presenza del primo fonte battesimale di Milano. Dalla piazza, imbocchiamo Corso di Porta Ticinese e, attraversata l’antica Porta posta lungo le mura medievali della città, arriviamo alla basilica di San Lorenzo, sorta nel IV-V secolo e preceduta dalle famose colonne di epoca tardo romana. La basilica a pianta centrale è una delle chiese più antiche di Milano e conserva al suo interno la cappella di Sant’Aquilino coi resti della decorazione musiva paleocristiana. Attraversato il Carrobbio, svoltiamo in via Torino e proseguiamo visitando San Giorgio al Palazzo, che sorge sul sito del palazzo imperiale della Milano romana, arricchita di splendide cappelle rinascimentali, fra cui quella della Confraternita del SS. Sacramento con un ciclo della Passione, affrescato nel 1516 da Bernardino Luini. In prossimità di piazza Duomo, sul lato destro di via Torino, troviamo Santa Maria presso San Satiro, opera del Bramante, che sorge presso un sacello altomedievale dedicato a san Satiro. La chiesa venne edificata dopo che un affresco con la Vergine colpito da un uomo versò sangue. Il Bramante risolse con la celebre prospettiva della finta abside a tre arcate, la povertà di spazio per il presbiterio.

Veroniche nei dintorni

Una rappresentazione della veronica è all’interno del Civico Tempio di San Sebastiano. L’edificio, ispirato al Pantheon romano, fu costruito come ex-voto per la fine della peste del 1576. Il velo della Veronica, coronato di spine e sorretto da due angeli, è nella cappella della Pietà. Nella basilica di San Lorenzo il velo della Veronica è rappresentato su una metopa del fregio del tiburio. Altre veroniche – con un po’ di fortuna – possiamo identificarle in Duomo: all’esterno una bella Santa Veronica quattrocentesca è scolpita nel finestrone XXVI (capocroce settentrionale); nelle vetrate ne troviamo due, una nella vetrata di San Giacomo e una seconda nella vetrata degli Apostoli; nel tempietto del ciborio è sostenuta da un angelo; infine il velo della veronica sostenuto da angioletti è dipinto sulla Nivola che, in occasione della festa della Santa Croce, trasporta l’arcivescovo al reliquiario nel tiburio dove è custodito il Sacro Chiodo.

Nel Museo del Duomo il velo della Veronica è presente in due arazzi fiamminghi e in un ostensorio.

info

Basilica di Sant’Eustorgio, Piazza Sant’Eustorgio, 1, 20122 Milano (Mi)

Orari di apertura: lunedì -venerdì 7:30 – 12:30;  15:00 – 18:00;

sabato 9:00 – 12:30;  15:00 – 18:30;

festivi 9:00 – 12:30;  15:00 – 19:30.

Durante le funzioni liturgiche le visite sono sospese.

L’ingresso alla basilica e alla cripta è gratuito.

MUSEO DI SANT’EUSTORGIO

La visita della Cappella Portinari rientra nel percorso del Museo della Basilica a pagamento.

Orario: martedì-domenica 10:00-18.00

Intero € 6,00, ridotto e gruppi € 4,00, scuole e oratori: € 3,00.

Galleria

Foto copertina Museo di Sant'Eustorgio