la Veronica dei fontanili

il luogo
Leggermente decentrato rispetto al paese, il piccolo santuario intitolato alla Madonna delle Quaglie risale al Quattrocento. Non ci è giunta alcuna documentazione circa la ricca decorazione ad affresco della navata successiva alla prima costruzione. La figura di un uomo anziano inginocchiato davanti alla Vergine, nell’affresco centrale sulla parete di sinistra, con ferite al capo alle mani e al fianco da cui sgorgano copiosi rivoli di sangue, indica che potrebbero essere stati commissionati da un membro della famiglia Secco Suardo in ringraziamento per essere sopravvissuto a un’aggressione o a un duello. La committenza spiegherebbe la presenza nel santuario di un artista, che se pur legato a immagini tradizionali, dimostra una conoscenza non superficiale della pittura veneta del XV secolo ed è esperto nella tecnica del buon fresco; si può supporre che fosse bergamasco e che avesse appreso l’arte del dipingere presso una bottega veneziana. Gli affreschi ripropongono le figure dei santi tipici del periodo e del territorio, con la Vergine Maria, raffigurata più di venti volte, seguita da san Rocco e san Sebastiano. La chiesa venne utilizzata come lazzaretto durante l’epidemia di peste, e le pareti vennero poi picchiettate per poter essere intonacate. Gli affreschi sono stati riportati alla luce nel 1970.

la veronica
Il primo affresco nel registro superiore della parete sinistra raffigura Maria in trono che allatta il Bambino tra i santi Veronica, Rocco, Sebastiano e Caterina. Sotto la Vergine, a sottolineare il legame materno, un cartiglio riporta, in un italiano antico misto a inflessioni dialettali, l’inizio dell’inno alla Vergine di Dante: “VERZENE MATRE E FILIA DEL TUO FILIO”, tratto dal canto XXXIII della Divina Commedia. Il testo prosegue: “DEH SPORGE AME CONSILIO / […] E MORTE ETERNA ME ZA MAY NON COPRA” (Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio, ti prego dammi consiglio perché la morte eterna giammai non mi copra). Nell’affresco, la presenza rara di santa Veronica aggiunge una nota emozionale che rende il dipinto uno dei più toccanti dell’aula. Secondo il sentire del tempo, la visione del velo della Veronica rappresentava per i pellegrini un’anticipazione della visione di Dio in Paradiso. Qui il volto di Cristo, raffigurato con i tratti della bellezza ideale, è tuttavia segnato dalla corona di spine, con rivoli di sangue che imperlano la fronte: il “più bello tra i figli degli uomini”, allattato sulle ginocchia di Maria, sarà il Redentore, come ricordano le collanine e i braccialetti di corallo indosso al Bambino Gesù. Veronica sembra esserne profondamente consapevole: indossa un semplice abito con un velo monacale viola e, tenendo lo sguardo fisso su Cristo, mostra il velo ai pellegrini come rimedio per le loro sofferenze.

Per i giovani cercatori – perché si chiama “santuario delle quaglie”?
Si racconta che, durante una battuta di caccia, il signore dei Suardi, colpita una quaglia, sentì un secondo colpo come un’eco e vide apparire il capofamiglia degli Agliardi a rivendicare la preda. In quel tempo c’era una forte inimicizia tra le due famiglie, e i due nemici sguainarono le spade pronti a uccidersi per una quaglia. Ma ecco che viene verso di loro una Signora con il Bambino in braccio e i due, riconosciuta la Vergine Maria, pentiti si fermano. La Madonna li invita a portare la quaglia al superiore del convento e chiede che venga costruita una cappella. Così i due nobiluomini raccontano al superiore l’accaduto nel bosco, la preda contesa e l’intervento della Madonna. Il frate presa la quaglia tra le mani ne sente pian piano ritornare tiepido il corpicino e battere il cuore, un attimo: la quaglia sbatte le ali, si libra in aria e vola via.
Anche se la chiesa ha il nome di un uccello non ce ne sono molti raffigurati dentro e fuori la chiesetta. Quanti ne vedi, compresa la colomba dello Spirito Santo: tre, cinque o sei?

il cammino – il parco dei fontanili
Si accede al Parco dei Fontanili, da Lurano, da un sentiero che parte da via dei Boschi angolo via don Musitelli e si snoda nella zona agricola tra boschi e i fontanili. All’interno si possono seguire diverse direzioni. I fontanili sono indicati da adeguati cartelli. È un’ottima passeggiata anche per bambini che possono ammirare piante, fiori e animali.
Tra gli alberi e gli arbusti presenti nel parco si citano la farnia, l’ontano nero, l’acero di monte, il pioppo nero, l’acero campestre, il carpino bianco, il frassino, il nocciolo, il sambuco, la sanguinella, l’olmo campestre; ricca anche la flora nemoralem (da nemus cioè “bosco”) presente nei boschetti, dove si può trovare la pervinca, l’anemone dei boschi, l’aglio orsino, ed il campanellino di primavera.
Il Parco è corredato da punti di sosta con panche e tavoli e da un’adeguata segnaletica. Presso il fontanile di Lurano una scaletta in legno permette l’accesso diretto al fontanile, dal quale scaturisce acqua limpida ad una temperatura costante nella maggior parte dell’anno.
Link Wikiloc del percorso




veroniche nei dintorni
- Angelo con il velo della Veronica, sottarco, 1561, Verdellino, Santuario Beata Vergine dell’Olmo;
- Gesù bambino con asino e bue e i simboli della Passione, olio su tela, 1600-1699, Monastero San Benedetto, Bergamo, Italia.
- Velo della Veronica sostenuto da angeli, affresco, strappato, 1500-1600, Museo della Basilica di Gandino.

info
Santuario Madonna delle Quaglie, Via Madonna delle Quaglie, 24050 Lurano (Bg).
Orario di apertura: ottobre-aprile 7:30-18:00; maggio-settembre 7:30-21:30.
Galleria






